outubro 19, 2004
UE,Tremonti-Bis: per comissione é illegale restituire aiuti
Fonte:La Stampa
Ue,Tremonti-Bis:
per commissione è illegale
restituire aiuti
19 ottobre 2004
BRUXELLES. La Commissione europea chiederà mercoledì prossimo all'Italia di «sopprimere» il regime introdotto con la proroga della cosiddetta 'Tremonti-Bis' poichè si tratta di un provvedimento «incompatibile» con le norme europee in materia di aiuti di stato e ordinerà alle autorità italiane di «recuperare» gli aiuti eventualmente già concessi ad eccezione di quelli stanziati per compensare danni effettivamente subiti dai beneficiari.
La decisione è stata predisposta dal commissario Ue per la concorrenza, Mario Monti.
Publicado por esta às 11:00 PM
UE,Buttiglione:Barroso fa conti con i suoi passi falsi
Fonte: La Stampa
Ue, Buttiglione:
Barroso fa conti
con i suoi passi falsi
19 ottobre 2004
BRUXELLES. Prudenza del presidente designato della Commissione europea Josè Manuel Barroso: Dalla sua portavoce fa dire «che alla fine del processo la sua squadra potrà ricevere l'approvazione del Parlamento europeo», non difende più la inamovibilità dei commissari.
Barroso ha programmato consultazioni con i leader dei gruppi del Parlamento in vista del faccia a faccia di giovedì, quando dovrà dire come intende risolvere i casi dei commissari bocciati o contestati dagli eurodeputati.
Publicado por esta às 11:14 PM
outubro 20, 2004
UE: PORTAVOCE BARROSO, BUTTIGLIONE MAI INFORMATO DI VICENDA MONACO
Fonte: La Stampa
UE: PORTAVOCE BARROSO, BUTTIGLIONE MAI INFORMATO DI VICENDA MONACO
Bruxelles, 20 ott. (Adnkronos/Aki) - Il commissario europeo designato, Rocco Buttiglione, non e' mai stato informato ne' contattato per un presunto coinvolgimento in uno scandalo a Monaco. Commentando indiscrezioni pubblicate da un quotidiano britannico, la portavoce del commissario designato Jose Manuel Durao Barroso, Pia Ahrenkilde, ha spiegato che lo stesso Buttiglione ha detto al presidente designato ''di non essere mai stato informato su una inchiesta nei suoi confronti, ne' e' stato mai contattato per una simile indagine da alcun giudice di alcuna giurisdizione di alcun paese''.
Publicado por esta às 12:20 AM
IRAN: UE OFFRIRA' A TEHERAN AIUTO A COSTRUZIONE REATTORE AD ACQUA LEGGERA
Fonte: La Stampa
IRAN: UE OFFRIRA' A TEHERAN AIUTO A COSTRUZIONE REATTORE AD ACQUA LEGGERA
Washington, 20 ott. (Adnkronos) - A nome dell'Unione europea, Francia, Germania e Gran Bretagna offriranno all'Iran, aiuti per lo sviluppo di un nuovo reattore nucleare civile. E' questo uno dei punti di una proposta complessiva messa a punto dall'Europa, con il nulla osta degli Stati Uniti, per risolvere la questione delle possibili implicazioni belliche del programma nucleare iraniano (gli impianti ad acqua leggera, come quello proposto all'Iran dall'Ue, non possono essere utilizzati per produrre materiale fissile, contrariamente a quanto accade con quelli ad acqua pesante, del tipo dell'impianto in via di sviluppo ad Arak).In cambio, l'Europa chiede all'Iran di sospendere e, in seguito cancellare del tutto, i programmi per il trattamento dell'uranio.
Publicado por esta às 11:52 PM
outubro 21, 2004
UE: D'ALEMA, CASO BUTTIGLIONE RISCHIA CREARE FRATTURA POLITICA
Fonte: La Stampa
UE: D'ALEMA, CASO BUTTIGLIONE RISCHIA CREARE FRATTURA POLITICA
Roma, 21 ott. (Adnkronos) - La soluzione escogitata per risolvere il caso-Buttiglione, rischia di creare una frattura tra il Parlamento europeo e la Commissione. Lo ha sostenuto il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, poco prima di prendere parte a un dibattito alla sala del Cenacolo su un libro dedicato alla storia politica di Armando Cossutta. Le valutazioni del presidente diessino prendono le mosse dalla proposta formulata stamane dal presidente della Commissione Ue che ''per un verso e' abbastanza umiliante, non solo per l'on. Buttiglione, per il quale mi dispiace. Questa sorta di sovrintendenza -aggiunge- mi sembra sia la testimonianza di un imbarazzo, di una non piena fiducia, anche da parte del presidente''
Publicado por esta às 12:24 AM
UE, CASO BUTTIGLIONE:Barroso: un team di 4 persone per gestire le libertà civili
Fonte: La Stampa
UE, CASO BUTTIGLIONE
Barroso: un team
di 4 persone per gestire
le libertà civili
Il presidente designato sfida socialisti e liberali
21 ottobre 2004
BRUXELLES. Josè Manuel Durao Barroso non intende cambiare il portafoglio assegnato a Rocco Buttiglione, a dispetto delle pressioni esercitate da socialisti e liberali, rispettivamente secondo e terzo gruppo al parlamento europeo. Oggi, durante la riunione con i capigruppi, per risolvere la crisi innescata dalle dichiarazioni su gay e famiglia di Buttiglione, commissario designato per Giustizia, Libertà e Sicurezza, si è limitato a proporre un compromesso.
Il ministro dimissionario delle politiche comunitarie dovrebbe essere affiancato dai commissari designati Vladimir Spidla (Affari sociali) e Margot Wallstrom (Comunicazione e relazioni fra le istituzioni) per la gestione, sotto la supervisione del presidente, delle questioni attinenti alle libertà civili.
Durante la riunione, Barroso ha letto una lettera in cui Buttiglione ha espresso rammarico per le polemiche provocate dalle parole dalle sue parole. «Parole così cariche emotivamente come peccato non dovrebbero essere introdotte nel dibattito politico», ha scritto, alludendo ai toni usati nei confronti degli omosessuali durante l'audizione davanti alla commissione libertà civili dell'europarlamento.
«Non ho inteso in nessuno modo - ha assicurato - offendere i sentimenti di alcuno e, in particolare, le donne e gli omosessuali».
Buttiglione ha anche espresso la disponibilità «a chiedere di essere esonerato dall'esecuzione di un particolare atto e di essere sostituito in questo», evidentemente in caso obiezione di coscienza. «La sola cosa che non posso fare - conclude la lettera - è quella di cambiare i miei principi per convenienza politica».
Le scuse di Buttiglione e la proposta di Barroso non hanno fatto cambiare idea a socialisti e liberali, che hanno chiesto con insistenza a Barroso di apportare dei cambiamenti alla Commissione, prima del voto di fiducia di mercoledì prossimo. Dopo la riunione di oggi, il leader del Pse Martin Schulz è tornato alla carica e ha nuovamente chiesto che Buttiglione venga spostato a altro incarico. Dai liberali è giunto un aut-aut: cambi portafoglio o se ne vada.
La Sinistra unitaria europea ha ribadito che il 27 ottobre voterà contro Barroso, a prescindere dalla sorte di Buttiglione. La nuova ommissione rischia di avere una maggioranza «molto debole», o «nessuna maggioranza», ha ammoinoto Daniel Cohn-Bendit. I Popolari europei hanno rinnovato, invece, tutta la loro fiducia in Barroso.
Durante la conferenza stampa seguita alla riunione con i capi dei gruppi parlamentari europei, Barroso si è detto ottimista sul voto di mercoledì prossimo, a dispetto delle prese di posizione di socialisti e liberali. «Ho chiesto al parlamento - ha detto - di avere una visione equilibrata del progetto, della mia comissione, e sono molto fiducioso che avremo il sostegno di una netta maggioranza». Il nuovo esecutivo europeo, ha promesso, si opporrà con risolutezza «a ogni tipo di discriminazione basata sull'orientamento sessuale, sul sesso, sulle credenze religiose». «Sono sicuro che tutti i commissari saranno d'accordo con questa linea», ha sottolineato.
Publicado por esta às 11:42 PM
GERMANIA: PER WESTERWELLE BARROSO SI DEVE MUOVERE
Fonte: La Stampa
Ue, Buttiglione:
anche i liberali
minacciano no
21 ottobre 2004
BERLINO. Anche il gruppo liberale al parlamento europeo minaccia di votare contro la nuova Commissione del presidente designato Josè Manuel Barroso, se non sarà rimosso il candidato italiano Rocco Buttiglione al portafoglio di interni e giustizia.
È quanto ha fatto capire il leader dei liberali tedeschi (Fdp) Guido Westerwelle in un colloquio ieri sera a Berlino con lo stesso Barroso.
Se il presidente designato non si muove è «possibile e perfino probabile» che i liberali boccino l'intera Commissione, ha fatto capire.
Westerwelle, che aveva nei mesi scorsi manifestato in pubblico la sua omosessualità, ha aggiunto di non vedere come Buttiglione possa diventare commissario per interni e giustizia.
Barroso si incontra oggi con i capogruppo al parlamento europeo per ascoltare le loro posizioni sul caso.
Buttiglione era stato bocciato dal gruppo socialista dopo avere dichiarato nell'audizione di considerare, da cattolico, un «peccato» l'omosessualità. Anche le sue dichiarazioni sul ruolo della donna nella società non erano piaciute.
Publicado por esta às 11:42 PM
outubro 22, 2004
PER ORA SOLO PPE E DESTRA UEN SCHIERATI A FIANCO DI BARROSO, SI CERCA DI CONVINCERE PSE E LIBERALI
Fonte: La Stampa
PER ORA SOLO PPE E DESTRA UEN SCHIERATI A FIANCO DI BARROSO, SI CERCA DI CONVINCERE PSE E LIBERALI
Europarlamento, a rischio il sì sulla Commissione
Diplomazie e governi al lavoro: verso un doppio voto
per evitare la bocciatura
22 ottobre 2004
dal corrispondente da BRUXELLES
Appena Barroso finisce di spiegare la sua proposta, nell'Europarlamento esplode il fuoco incrociato dei giudizi che segue le linee, scontate, degli opposti schieramenti. Insoddisfatti i socialisti, delusi i democratico-liberali, contrari i Verdi, sinistra comunista del Gue ed euroscettici. D'accordo i popolari e la destra dell'Uen. Ma, dietro le bordate delle dichiarazioni, comincia anche il calcolo - questo molto meno scontato - dei possibili voti a favore o contro la nuova Commissione che si presenterà alla prova della fiducia il 27 ottobre a Strasburgo. La vera scommessa del successore designato di Prodi, ormai, è questa: compattare una maggioranza attorno al suo esecutivo. E per farlo l'unica strada è dividere il fronte di chi, finora, lo ha criticato. Con un obiettivo principale: gli 88 deputati del gruppo Adle (democratici e liberali) che sono la terza forza del Parlamento, dopo il Ppe (268 deputati) e il Pse (200 deputati).
La strategia di Barroso ieri ha fatto soltanto il suo primo passo. Ma adesso deve correre. Il tempo che manca al momento della verità è scarso: cinque giorni. Che saranno scanditi dalle riunioni dei sette gruppi politici in cui è diviso il Parlamento. E dalle pressioni che partiranno dai governi dei 25 Paesi dell'Unione in una specie di braccio di ferro tra le istituzioni europee che risponde a impulsi trasversali. Perché non è un mistero che governi di sinistra - come quello di Gerhard Schroeder in Germania o quello del laburista Tony Blair in Gran Bretagna - non sono allineati alle posizioni dei rispettivi europarlamentari e non vogliono arrivare a una crisi che non avrebbe precedenti. Con una Commissione bocciata e con Barroso costretto a ricominciare il suo lavoro daccapo chiedendo agli Stati membri l'indicazione di nuovi commissari.
Proprio la prospettiva, inesplorata, di una simile crisi istituzionale fa dire a Manuel Barroso che, alla fine, «il Parlamento deciderà con equilibrio». La sua debolezza, in fondo, è la sua forza. Ma, a giudicare dalle dichiarazioni a caldo di ieri, i numeri sono molto incerti. Il tedesco Martin Schulz, capogruppo socialista, ha bocciato il compromesso su Buttiglione: «E' semplicemente meno di quello che ci aspettavamo». E, con una battuta, ha voluto anche escludere che il suo «no» sia una vendetta per quella frase di Silvio Berlusconi - «lei sarebbe perfetto per fare il kapò in un film» - che sollevò tante polemiche nel luglio dello scorso anno. «Non sono così importante da poter orchestrare una vendetta di questo genere», ha detto Schulz. Il capogruppo democratico-liberale, l'inglese Graham Watson, ha definito la proposta di Barroso «un'offerta al ribasso». La verde Monica Frassoni ha preso atto del «mea culpa di Buttiglione», ma ha detto che non basta il «ci penso io» di Barroso.
Per ora l'appoggio aperto alla futura Commissione è arrivato dal Ppe: il capogruppo Hans-Gert Poettering e Antonio Tajani hanno definito «equilibrata» la soluzione di Barroso per chiudere il caso Buttiglione. E altrettanto ha fatto la destra dell'Uen. Ma il sostegno di questi due gruppi - che insieme hanno 295 seggi sui 732 dell'Europarlamento - era già scontato. Come scontato era il voto contrario dei Verdi (42 deputati) e dei comunisti del Gue (41 deputati). Quello che diventa decisivo è l'atteggiamento dei 200 socialisti e degli 88 democratico-liberali che, in luglio, quando il Parlamento votò il gradimento a Manuel Barroso come presidente della Commissione, si divisero tra «no», «sì» e astensioni. Allora, infatti, Barroso ottenne 413 voti a favore, 251 contro e 44 astenuti.
Tra cinque giorni, però, un risultato simile sembra poco probabile. La maggioranza per la nuova Commissione potrebbe essere molto più ridotta. O potrebbe anche non esserci. L'ultima parola sugli schieramenti nel voto di fiducia sarà pronunciata dai gruppi lunedì prossimo a Strasburgo. Ma già si profila un possibile, estremo compromesso. Il 27, infatti, ci saranno due voti distinti. Prima su una risoluzione sulla Commissione Barroso e poi, a scrutinio palese, sulla vera e propria mozione di fiducia. La risoluzione potrebbe servire come valvola di sfogo per permettere agli insoddisfatti di criticare Barroso e, in particolare, alcuni dei suoi commissari, senza che questo comporti automaticamente un voto negativo sulla fiducia. E su questa nuova «soluzione equilibrata» si sta lavorando dietro le quinte.
Publicado por esta às 04:46 PM
PRESENTI BUTTIGLIONE E ALTRI COMPONENTI DESIGNATI ESECUTIVO
Fonte: La Stampa
PRESENTI BUTTIGLIONE E ALTRI COMPONENTI DESIGNATI ESECUTIVO
Ue, Commissione Barroso
riunita a porte chiuse
22 ottobre 2004
ARQUENNES (Bruxelles). Presieduta da Josè Manuel Durao Barroso, la Commissione europea designata si è riunita stamani vicino Bruxelles per un seminario a porte chiuse al quale partecipa, fra gli altri, anche Rocco Buttiglione.
«Penso che quella di oggi sarà una discussione molto aperta per fare il punto su dove siamo ora e su quello che possa essere fatto», ha detto la vicepresidente designata Margot Wallstrom, rispondendo alla domanda se si parlerà di un possibile voto negativo dell'Europarlamento il 27 a Strasburgo all'esecutivo Barroso.
Buttiglione, come quasi tutti gli altri commissari designati, non ha voluto rilasciare dichiarazioni al suo arrivo al 'domaine des Bouleaux', una residenza nei pressi di Arquennes a una quarantina di chilometri da Bruxelles.
La riunione è a porte chiuse e i giornalisti vengono tenuti all'esterno del parco che circonda la residenza.
Il presidente dell'Europarlamento, Josep Borrell, si indigna a sentir parlare di «crociata anticristiana» a proposito del «no» a Rocco Buttiglione: «dice ancora di essere stato mal interpretato - sostiene
Borrell - e di non aver mai sostenuto che il Parlamento gli avrebbe scatenato contro una sorta di caccia al terrorismo». In un'intervista alla Repubblica, il presidente sdrammatizza la situazione. «Siamo in piena normalità democratica - dice - (...) La sola cosa che ha fatto il successore designato di Romano Prodi è di assegnargli quel dicastero, forse troppo delicato. Il Parlamento ha valutato tutti i futuri commissari e ha ritenuto che qualcuno non era forse al posto giusto (...) Per fare un esempio: il mio connazionale Almunia va bene per
occuparsi di economia ma forse non sarebbe al posto giusto agli
Interni o ai Trasporti. E così Buttiglione».
«Ma perché parlare di crisi? - continua - Se non si riesce a dare la fiducia il 27 (quando a Strasburgo sarà votata la Commissione Barroso, ndr) vuol dire che Prodi resterà in carica qualche settimana in più. È il funzionamento normale delle nostre istituzioni. Non è una guerra, non è una battaglia e neppure un braccio di ferro. È la democrazia».
Cosa succede se Barroso non ottiene la fiducia? «Vorremmo dargli la
fiducia - conclude Borrell - ma lui deve fare qualcosa. Deve risolvere il problema che ci crea grandi difficoltà».
Publicado por esta às 05:44 PM
LA PROPOSTA DI COMPROMESSO DOPO LE POLEMICHE PER LE FRASI SU GAY E RAGAZZE-MADRI
Fonte: La Stampa
LA PROPOSTA DI COMPROMESSO DOPO LE POLEMICHE
PER LE FRASI SU GAY E RAGAZZE-MADRI
Barroso: Buttiglione sarà affiancato
da un «direttorio»
Un team di quattro commissari si occuperà
delle questioni legate a tutela dei diritti umani e discriminazioni, sotto controllo del presidente.
Il rappresentante italiano mantiene il suo ruolo
e tutte le competenze
21 Ottobre 2004
di Enrico Singer
corrispondente da BRUXELLES
Manuel Barroso ne ha portate con sé otto copie e le distribuisce al presidente dell'Europarlamento e ai sette leader dei gruppi politici dell'assemblea mentre spiega la sua «soluzione equilibrata» per chiudere il caso Buttiglione. E' una lettera del commissario designato italiano. E' l'arma segreta per tentare il compromesso con l'agguerrito fronte che minaccia di far cadere tutta la sua Commissione, mercoledì prossimo, quando sarà messa ai voti la fiducia. Barroso l'ha in tasca da più di ventiquattr'ore. Testo in inglese, cinque brevi capoversi per esprimere il «profondo rammarico» per i problemi nati dopo la sua audizione - «non intendevo offendere nessuno, in particolare le donne e gli omosessuali» - e ammettere che parole di un impatto emozionale così forte come peccato «forse non dovrebbero essere usate nel dibattito politico». Ma anche per confermare di essere contro ogni discriminazione e pronto a «chiedere di essere esonerato» da decisioni che dovessero «mettere in conflitto» la sua coscienza con i suoi compiti.
Alle garanzie che Rocco Buttiglione offre nella lettera, Barroso ne aggiunge un'altra. Istituzionale. Una specie di direttorio di quattro commissari - in alcuni casi anche sei - che si occuperà di tutte le questioni che hanno a che fare con il principio della non discriminazione e della tutela dei diritti umani. Una «responsabilità collegiale» in cui ci sarà anche Buttiglione, naturalmente, sotto la guida personale del presidente del futuro esecutivo europeo. «Più di così non potevo fare. Sono arrivato al limite massimo», dice Barroso. Niente cambio di portafoglio, insomma. Niente scorporo formale di una parte delle competenze. Buttiglione resta commissario alla Giustizia, libertà e sicurezza con la doppia garanzia di rispettare la Carta dei Diritti, ormai inserita anche nella Costituzione che sta per essere firmata a Roma, e di trattare assieme con altri commissari le materie sulle quali si sono scatenate le polemiche delle ultime settimane.
Anche il direttorio è una soluzione che Barroso e Buttiglione hanno trattato nei loro contatti riservati e che lo stesso commissario italiano affronta in un passo della sua lettera. «Riconosco che l'applicazione del principio della non discriminazione, come stabilito nell'articolo 13 del Trattato, e la questione connessa dei diritti umani, non ricadono nella sfera di competenza di un singolo commissario. Ricadono sotto la responsabilità collegiale dell'intera Commissione e accetto che siano sotto la diretta supervisione e garanzia del presidente». E' una autolimitazione non solo concordata, quindi, ma in linea con le regole europee. E Barroso su questo direttorio insiste molto per fare breccia nel campo dei suoi avversari. La scelta della squadra non è casuale. La socialista svedese Margot Wallstroem, un altro vicepresidente - come vicepresidente è Buttiglione - che ha la responsabilità dei Rapporti istituzionali. E il socialista ceco Vladimir Spidla, ex premier di Praga, responsabile degli Affari sociali.
Quando le decisioni in materia di diritti fondamentali dovessero riguardare anche Paesi terzi, ecco entrare nel direttorio anche il liberale belga Louis Michel, ex ministro degli Esteri che tanti screzi ha avuto con il governo Berlusconi, e la popolare austriaca Benita Ferrero-Waldner, anche lei ex ministro degli Esteri di Vienna. «Forse qualcuno si aspettava di più ed è deluso. Ma in politica non si può mai avere il cento per cento», dice Manuel Barroso che lancia agli eurodeputati un appello all'equilibrio in vista del voto di fiducia del 27 ottobre. Nel suo discorso ai capigruppo c'è un passaggio-chiave: «Finora il dibattito, anche le polemiche, hanno fatto bene. Hanno sensibilizzato su problemi che stanno a cuore a tutti. E, per ora, vinciamo tutti. Sono sicuro che avrò la maggioranza, ma se così non fosse bisogna valutare le conseguenze. Quelle di un voto negativo sarebbero peggiori per tutti».
La conclusione è ancora più chiara: «Ammettiamo anche che uno o tre commissari non soddisfino il Parlamento. Sarebbe giusto far cadere tutta la Commissione? Io dico di no». L'Unione europea in questo momento così delicato della sua vita «ha bisogno di una Commissione e non di una crisi istituzionale». Ma nella strategia del presidente designato non ci sono soltanto «avvertimenti» che qualcuno già definisce «minacce». C'è anche il tentativo di ricucire lo strappo. In particolare con i socialisti e i democratico-liberali. E per questo Barroso spende anche il nome di un suo avversario politico diretto: Antonio Vitorino. Portoghese come lui, ma socialista e attuale commissario alla Giustizia e affari interni. «E' Vitorino che mi ha suggerito il nome di Buttiglione come suo successore. L'ho incontrato per avere un consiglio, gli ho fatto vedere i curricula dei commissari designati dai Paesi e lui mi ha detto che quello dell'italiano gli sembrava il profilo più adatto».
Publicado por esta às 05:50 PM
UE: BERLUSCONI, ASSOLUTAMENTE FIDUCIOSO PER VOTO SU COMMISSIONE BARROSO
Fonte: La Stampa
UE: BERLUSCONI, ASSOLUTAMENTE FIDUCIOSO PER VOTO SU COMMISSIONE BARROSO
Ischia, 22 ott. - (Adnkronos) - ''Sono assolutamente fiducioso sul voto dell'Europarlamento per la Commissione Barroso''. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi fermandosi per qualche secondo ocn i giornalsiti nel corso della sua passeggiata per le strade di Ischia. ''Aspettiamo a vedere. Io penso che la Commissione avra' il voto in Parlamento''.
Publicado por esta às 05:55 PM
UE: FRATTINI, LEGA CAPIRA' CHE NON C'E' SUPERSTATO EUROPEO
Fonte: La Stampa
UE: FRATTINI, LEGA CAPIRA' CHE NON C'E' SUPERSTATO EUROPEO
Roma, 22 ott. (Adnkronos) - ''Mi auguro che gli amici della Lega comprendano che non c'e' nessun 'Superstato' europeo, ma un'unione di popoli. L'idea del Superstato e' caduta in radice''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini nel corso della conferenza stampa di presentazione della cerimonia per la firma della Costituzione Ue prevista nella capitale il prossimo 29 ottobre, rispondendo ad una domanda sull'atteggiamento della Lega che chiede un referendum popolare sulla nuova Carta Ue. ''Anche Verdi e Prc hanno dei problemi -ha aggiunto il titolare della Farnesina- e il mio invito vale anche per loro''.
Publicado por esta às 05:59 PM
outubro 26, 2004
Ue, Barroso: avremmo più problemi con un rimpasto dell'esecutivo
[Fonte: La Stampa]
Il presidente designato delle futura commissione Ue, Jose Manuel Barroso, ha ripetuto oggi la sua contrarietà ad un rimpasto dell'esecutivo come richiesto dai parlamentari Ue che minacciano di votare contro il suo team. «Un rimpasto creerebbe molti più problemi di quelli che riuscirebbe a risolvere», ha detto oggi Barroso al Parlamento europeo, in un dibattito che verrà seguito dal voto cruciale di domani. Socialisti ed altri parlamentari fra i 732 membri dell'assemblea di Strasburgo sono pronti a votare contro la commissione guidata da Barroso, dopo le polemiche che hanno fatto seguito alla designazione del commissario italiano, Rocco Buttiglione. L'esito del voto è ancora incerto. Solo il partito popolare europeo, che detiene 268 seggi, appoggia apertamente Barroso. Cruciale sarà l'atteggiamento tenuto dai centristi liberali.
Publicado por esta às 05:17 PM
Unione Europea Almunia, nessuna procedura per Italia e altri 24
[Fonte: La Stampa]
La Commissione Ue non presenterà oggi nessun early warning o procedura per deficit eccessivo verso l'Italia. Lo ha confermato il commissario Ue agli affari monetari Joaquin Almunia,
interpellato dall'Ansa. «Non ci saranno sorprese né verso l'Italia né verso gli altri 24 paesi», ha detto Almunia che ha aggiunto: «Oggi presenterò le mie previsioni economiche e il rapporto sullo stato dell'economia europeo e non ci saranno sorprese. Oggi è il giorno delle previsioni e discuteremo di questo. Per il futuro, applicheremo le regole esistenti sulla sorveglianza di bilancio, previste dal patto di stabilità e di crescita, come abbiamo fatto per il passato».
Publicado por esta às 05:21 PM
outubro 29, 2004
Il giorno della Costituzione europea A mezzogiorno la storica firma a Roma
Fonte: La Stampa
Il giorno della Costituzione europea
A mezzogiorno la storica firma a Roma
E’ il giorno della firma della Costituzione europea, che successivamente dovrà essere sottoposta al voto dei Paesi membri per l’approvazione del Parlamento o del popolo attraverso referendum. L'arrivo delle delegazioni dei 25 paesi partecipanti è cominciato alle 10. Ad accoglierle il premier Silvio Berlusconi, e il presidente di turno del consiglio europeo, il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende. Una volta entrati a Palazzo Senatorio, attraverso la scala di Sisto IV, ssono state ricevute dal sindaco Walter Veltroni. Alle 11, i discorsi nell'aula Giulio Cesare, alla presenza del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Nella Sala degli Orazi, a mezzogiorno. la firma. Poi la colazione
Publicado por esta às 04:49 PM
UE: CHIRAC, CHIEDERO' AI FRANCESI DI ESPRIMERSI IL PROSSIMO ANNO SU TRATTATO
Fonte: La Stampa
UE: CHIRAC, CHIEDERO' AI FRANCESI DI ESPRIMERSI IL PROSSIMO ANNO SU TRATTATO
Jacques Chirac ha confermato che chiedera' ''ai francesi di esprimersi, il prossimo anno, (sul Trattato costituzionale europeo ndr) attraverso un referendum''. In una conferenza stampa convocata al termine della cerimonia della firma del Trattato, Chirac non ha voluto fissare alcuna data per il referendum perche' ''e' necessario rispettare le procedure prima di fissare una data definitiva''.
Publicado por esta às 04:52 PM
UE: LEGA, OGGI IN CDM DDL PER REFERENDUM
Fonte: La Stampa
UE: LEGA, OGGI IN CDM DDL PER REFERENDUM
Nel Consiglio dei ministri convocato per oggi pomeriggio per presentare il disegno di legge di ratifica del Trattato costituzionale, il ministro per le Riforme Roberto Calderoli portera' la proposta di legge della Lega per un indire un referendum. Lo ha annunciato nel corso di una Conferenza stampa a Montecitorio il vicecapogruppo del Caroccio alla Camera Federico Bricolo.
Publicado por esta às 04:55 PM
novembro 09, 2004
UE: CIAMPI, SENZA IMPEGNO EUROPEO NON SI CONSOLIDA PACE
Fonte: La Stampa
UE: CIAMPI, SENZA IMPEGNO EUROPEO NON SI CONSOLIDA PACE
Roma, 9 nov. (Adnkronos) - Non potra' esserci pace duratura, in Iraq come nel resto del mondo, senza una presenza incisiva della Ue. Ne e' profondamente convinto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, per il quale ''senza un forte impegno europeo non sara' possibile consolidare la pace: nei Balcani, in Medio Oriente, in Africa''.Ecco dunque che ''e' soprattutto sul piano della politica estera che e' necessario affermare un disegno comune'', come il capo dello Stato afferma nella dichiarazione congiunta resa con il presidente della Repubblica portoghese Jorge Fernando Branco de Sampaio, ricevuto al Quirinale per il suo primo giorno della visita ufficiale in Italia. Per entrambi, ''urgente e' il bisogno di un'Europa che faccia valere i suoi ideali sulla scena mondiale''
Publicado por esta às 04:37 PM
UE: CIAMPI, RATIFICA TRATTATO COSTITUZIONALE SIA SOLLECITA
Fonte: La Stampa
UE: CIAMPI, RATIFICA TRATTATO COSTITUZIONALE SIA SOLLECITA
''E' urgente il bisogno di un'Europa che faccia valere i usoi ideali sulla scena mondiale; ma per farsi ascoltare, l'Europa deve poter funzionare con maggiore efficacia ''. Il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi lo sottolinea, ricordando -nella dichiarazione congiunta con il presidente della Repubblica portoghese Jorge Fernando Branco de Sampaio, al termine dei colloqui al Quirinale- che ''per questo e' essenziale che il Trattato costituzionale entri i nvigore entro la data prevista del primo novembre 2006''.
Publicado por esta às 04:39 PM
novembro 18, 2004
UE Barroso ottiene la fiducia del Parlamento
[Fonte: La Stampa]
La nuova Commissione europea ha ottenuto la fiducia del Parlamento europeo, stamattina a Strasburgo, con un'amplissima maggioranza: 449 voti a favore, 149 contrari e 82 astenuti. Dopo il voto di fiducia ottenuto oggi dal Parlamento europeo, la Commissione Barroso otterrà il via libera definitivo dagli stati membri domani in modo tale da poter iniziare il proprio lavoro lunedì prossimo. Lo hanno indicato fonti diplomatiche concordanti a Bruxelles. Il via libera dei governi sarà sottoscritto dai ministri del Consiglio Giustizia e affari interni in programma domani nella capitale belga. Gli ambasciatori dei Venticinque, hanno riferito le fonti, si sono infatti oggi accordati su una bozza di decisione per il via libera al nuovo Esecutivo Ue che domani mattina sarà sul tavolo dei ministri della giustizia e degli interni dell'Ue come 'punto A', ovvero come provvedimento da adottare senza ulteriori discussioni.
Publicado por esta às 04:49 PM
dezembro 02, 2004
UE: CIAMPI, RAFFORZARE CONVERGENZA FRA STATI MEMBRI
Fonte: La Stampa
UE: CIAMPI, RAFFORZARE CONVERGENZA FRA STATI MEMBRI
Convergenza fra gli Stati membri e posizione comune della Ue in politica estera: e' il duplice auspicio espresso dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sull'Europa, nel corso di un'intervista concessa, alla vigilia della sua partenza per la visita di Stato in Cina, a tre testate giornalistiche cinesi: il 'Quotidiano del Popolo', 'Radio China International' e l'agenzia di stampa 'Xinhua' ('Nuova Cina').
Publicado por esta às 04:05 PM
dezembro 07, 2004
Siniscalco dal commissario Ue: Gli spiegherò come copriremo i tagli fiscali
Fonte: La Stampa
Siniscalco dal commissario Ue
Gli spiegherò come copriremo i tagli fiscali
Il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ai giornalisti che chiedevano un commento sui dubbi del commissario Ue per gli affari economici e monetari Joaquin Almunia sulla copertura dei tagli fiscali ha risposto: «E' curioso, sto andando a parlargli adesso». Ai cronisti che chiedevano se riuscirà a convincere Bruxelles del fatto che i tagli fiscali sono coperti finanziariamente Siniscalco ha risposto: «Non è un problema di convincere ma di spiegare». In merito alla dichiarazione di Almunia sulla «discrepanza» di alcuni dati il ministro dell'Economia ha detto: «Quel commento probabilmente si riferisce al rapporto fra stock e flussi, debito e indebitamento, dove peraltro la discrepanza italiana credo che sia la più bassa fra tutti i grandi Paesi dell'Unione».
Publicado por esta às 03:13 PM
dezembro 16, 2004
Turchia in Ue, scontro nella maggioranza Striscione della Lega alla Camera Casini: gesto intollerabile; Maroni: il presidente è nervoso
Fonte: La Stampa
Turchia in Ue, scontro nella maggioranza
Striscione della Lega alla Camera
Casini: gesto intollerabile; Maroni: il presidente è nervoso
29 novembre 2004
ROMA. I deputati della Lega Alessandro Cè e Rossi espongono uno striscione davanti al banco della presidenza con scritto: «No alla Turchia in Europa» il presidente Biondi sospende la seduta e i commessi ritirano lo striscione.
Il deputato di FI Francesco Nitto Palma stava per prendere la parola per la sua dichiarazione di voto sulla proposta di legge ex Cirielli, quando un gruppo di deputati leghisti guidato dal capogruppo Alessandro Cè, è
arrivato sotto il banco della presidenza e ha srotolato uno striscione bianco con scritto «No alla Turchia in Europa». Pronti, i commessi hanno tolto lo striscione ai deputati Cè, Guido Rossi, Davide Caparini, Luigino Vascon e il presidente di turno Alfredo Biondi ha sospeso la seduta. I parlamentari del centrosinistra tutti in piedi hanno gridato ripetutamente «Vergogna, vergogna!».
Anche il vicepresidente di turno, Alfredo Biondi, si è adoperato con i commessi per rimuovere lo striscione esposto dai deputati leghisti nel piccolo passaggio tra il banco della presidenza e quello del governo.
Biondi si è alzato ed ha cominciato a tirare lo striscione per accelerarne la rimozione.
Ha detto bene il Presidente Casini, ammonendo la Lega per la protesta di oggi in Aula alla Camera contro l'ingresso della Turchia nell'Ue. Ha sbagliato il capogruppo del Misto, Boato, a definire squadristi i deputai del Carroccio. Lo dice Rocco Buttiglione, ministro Udc per le
Politiche comunitarie. «Sull'episodio dello striscione condivido le parole di Casini. Occorre rispetto per i lavori del Parlamento. Abbiamo visto troppi episodi di questo tipo, e non solo da parte della Lega», dice Buttiglione. Però, aggiunge, «Boato si è fatto trasportare dalla foga. Non si può dire che i leghisti sono squadristi, che usavano i manganelli per spaccare le teste. Questo la Lega non l'ha mai fatto».
«Una questione così grave che deve essere conosciuta da tutti i cittadini, per farla conoscere è legittimo qualsiasi mezzo». Lo sottolinea una nota del gruppo della Lega al Senato sugli incidenti di questa mattina alla Camera che ha visto coinvolti parlamentari della Lega sul problema dell'ingresso della Turchia nell' Ue. «C'è una
diversità di cultura, di tradizioni, di storia che non siamo ancora in grado oggi come oggi di poterci e potere assimilare. Siamo - rileva ancora la Lega al Senato - completamente diversi e questo comporta tutto quello che ne consegue. Che la Turchia rimanga dov'è!».
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Berlusconi: è nostro interesse avere la Turchia in Europa
Fonte: La Stampa
Berlusconi: è nostro interesse
avere la Turchia in Europa
BRUXELLES. «Sono convinto che sia interesse del popolo europeo e dell'occidente avere la Turchia nell'Unione europea». È quanto ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine del suo colloquio bilaterale con il premier turco Recep Tayyip Erdogan oggi a
Bruxelles, dove nel pomeriggio si apre il Consiglio europeo che dovrà decidere sui negoziati tra Ue e Turchia.
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Chirac: sì alla Turchia nella Ue
Fonte:La Stampa
Chirac: sì
alla Turchia nella Ue
PARIGI. Si' alla Turchia dentro l'Ue se «adempie tutte le condizioni che sono imposte a tutti i candidati alla nostra Unione», ha detto Chirac in tv.
Il presidente ha poi insistito sugli «forzi di riconciliazione e pace» che hanno «costellato» la storia europea chiedendo ad Ankara: faccia «uno sforzo di memoria» sul genocidio armeno del 1915. E ha respinto l'idea di un «partenariato privilegiato» con la Turchia: «non accetterebbe mai». Ma l'ultima parola spetta ai francesi con un referendum, ha concluso.
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